I risultati del sondaggio sui Luoghi idea(li)

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I risultati del sondaggio sui Luoghi idea(li)

Il sondaggio proposto dai Luoghi Idea(li), pubblicato il 19 settembre scorso su luoghideali.it (punto di approdo digitale del progetto di Fabrizio Barca), ha raccolto le opinioni di quasi 600 persone disposte a mettere online la propria idea di partito, rispondendo alle 6 domande proposte dal team.

Molti i casi in cui si è scelto di accompagnare il voto da un commento in merito alla natura stessa del progetto nazionale o dei 10 progetti locali, dando corpo e sostanza ai propri “sì” e “no”. Se l’81% ha scelto di non approfondire, il 17% ha aggiunto un commento al progetto prescelto. Il dato, nonostante l’ampia forbice tra il sì e il no, è significativo rispetto alla media, in un contesto che non lascia molto spazio alla riflessione. Un segnale da non sottovalutare. Un interesse da alimentare, seguire e analizzare.

Qualche elemento, prima di partire

Grazie al mondo dei social network, il sondaggio ha registrato il 50% delle risposte proprio nel giorno della campagna lancio: per 24 ore, infatti, l’hashtag #rispondiaBarca è entrato nella classifica dei più usati in Twitter. Possiamo dire, con un alto margine di approssimazione, che un buon 98% dei rispondenti al sondaggio viene dalla cosiddetta “base”, fuori o dentro il partito.

È opportuno sottolineare che, avulso dal panorama elettorale, il sondaggio è stato lanciato per un duplice motivo: in primo luogo, per sondare gli umori dei cittadini rispetto a quei temi spesso ritenuti “fuori tempo” dai media generalisti. In secondo luogo, per attrarre l’attenzione e alimentare il dibattito sulle questioni sollevate nel documento redatto a quasi sei mesi dall’inizio del progetto Luoghi Idea(li).

I contenuti

In base ai risultati, emerge una netta preferenza nei confronti di un partito che sappia “elaborare soluzioni a specifiche questioni locali” e che, al contempo, sia disposto a dare maggiore spazio ai circoli sul territorio.

In questo contesto, il progetto Luoghi Idea(li) viene premiato, incontrando il favore degli utenti nel 93% dei casi, con un giudizio che oscilla per l’89% tra il “buono”, il “molto buono” e l’“ottimo”. Un conforto, per tutti noi.

Un dato interessante – per certi versi sorprendente, se si considera il fatto che la maggior parte del campione si è detto qui “di sinistra” – risiede in quel 13% secondo cui i “valori di sinistra” sono ormai un argomento superato. Una percentuale che, seppur espressione di una minoranza, esige un discorso a parte, espressione di una tendenza interna al partito che andrebbe approfondita.

La media di età dei votanti è sostanzialmente giovane: 8 votanti dichiarano di avere fino a 16 anni; 150 appartengono alla fascia tra i 17 e i 34 anni; 371 tra i 35 e i 64 anni e 61 sopra i 65 anni. Del resto, anche l’età media media delle persone che lavorano ai progetti dei Luoghi Idea(li) è di 33 anni. In un contesto (il partito) dove le “teste bianche” a colpo d’occhio predominano, il dato appare ancor più rilevante.

La valutazione dei progetti

Entrando nello specifico, tra i progetti prescelti per la valutazione pubblica, al primo posto (qui, pesano anche i numeri della popolazione) troviamo il progetto romano “Rifiuti Zero” con il 23% delle preferenze, seguito da Avellino e la bonifica dell’area Isochimica, con il 19%. Quanto ai commenti, i 21 post dedicati al tema della bonifica dell’area Isochimica di Avellino – in maggioranza positivi – denotano una grande attenzione degli utenti ai temi ambientali e un sostanziale interesse per l’approccio metodologico del circolo Foa rispetto alla trentennale questione. Nessun intervento entra nel merito tecnico, quasi tutti esprimono soddisfazione trapelando un certo grado di “speranza” nel ruolo del partito. Fatto inconsueto rispetto al trend di “sfiducia” generale nella politica.

Altro tema ad “alto tasso di reazioni” è quello dei rifiuti e della differenziata a Roma. Una questione evidentemente molto sentita dalla cittadinanza, che incontra apprezzamento riguardo il metodo e il coinvolgimento previsti dal progetto. Alcuni di questi commenti riportano circostanziati consigli per l’azione. I ragazzi di Villanova a Cagliari incassano commenti positivi, mentre, per Catanzaro, c’è chi vede la forza del progetto nel fatto stesso di riuscire a “sopravvivere” in un contesto difficile come quello catanzarese.

Da notare, per Cesena, il sostanziale apprezzamento sulla scelta del tema (welfare, diritti degli anziani e dell’infanzia): argomento da recuperare – afferma un utente – in seno ad un partito di sinistra. Successo per La Spezia e il suo progetto di partecipazione anche se, segnalano alcuni, il rischio è quello di un progetto “troppo rivolto al partito e poco alla cittadinanza”, espressione – scrive un utente – di un partito ancora una volta “scollato dalla realtà”. Positivi i riscontri ai progetti di Milano (Via Padova e San Siro) e 02PD; interesse, inoltre, per il progetto Sibari-Pollino fuori dalle righe di un partito: ambizioso. Meno ricchi i commenti sul lavoro del team nazionale ma la valutazione – così leggiamo noi – è probabilmente implicita nelle varie note locali.

Conclusioni

Il carattere limitato del sondaggio, impone il divieto di facili generalizzazioni. In molti ci chiedono perché i progetti, nazionali e locali, si limitino ai confini del partito. La risposta risiede nell’essenza stessa dei Luoghi Idea(li), costruiti per un partito che sappia mediare tra esigenze del territorio e istituzioni. Un partito inclusivo, insomma, che torni a fare il suo mestiere. Quel che emerge con forza è la convinzione che il metodo della partecipazione e l’impegno dei circoli territoriali non sono un lusso. Quell’impegno e i valori di sinistra sono ancora in grado di scaldare gli animi e spingere all’azione, a prescindere dall’appartenenza generazionale e territoriale. Il partito in questo momento ha bisogno di un metodo. E le reazioni qui raccolte ci indicano che la strada intrapresa potrebbe essere quella giusta: un progetto che dica la verità, che lavori “pancia a terra” sul territorio senza sventolare falsi traguardi. È questa, secondo noi, l’unica chiave per recuperare quel rapporto perduto tra cittadini e politica.
Noi mille impegnati nel progetto ci crediamo davvero. E oggi, grazie a questo sondaggio, sappiamo di non essere gli unici.

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Foto cc 2.0 di DVIDSHUB

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